Nel cinema gay trionfa la famiglia. “Ma gli sponsor se ne vergognano”

  

Festival gay tra premi e polemiche. Ha vinto il film filippino, Ang Pagdadalaga ni Maximo Oliveros (The Blossoming of Maximo Oliveros) di Auraeus Solito, perché "va al di là dei confini del’identità sessuale per raccontare una storia di amore familiare, ‘istinto fraterno e ‘accettazione". Così ha motivato la giuria composta da Greg Gorman, Alain Guiraudie, Yonfan, Udo Kier e Rose Troche, che ha anche assegnato il premio speciale ex aequo a El cielo dividido (Broken Sky) del messicano Juliàn Hernandez, che nel 2003 guadagnò lo stesso riconoscimento, e a 50 Ways of Saying Faboulous del neozelandese Stewart Main, vincitore del concorso lungometraggi nel’93.

Tra i corti vince David di Roberto Fiesco (messicano), tra i documentari Seres extravagantes (Old People Out) di Manuel Zayas, già passato con successo a Barcellona, miglior video è il coreano Kim Chu-ja di Choi Jin-Sung. Il Gran premio Torino Pride 2006, sponsorizzato dalla Provincia, va a Go West del regista di Sarajevo Ahmed Imamovic.

Si conclude così il ventunesimo Festival Da Sodoma a Hollywood, il primo sotto la "tutela" del Museo del Cinema, u’edizione che ha avuto nella famiglia e nel transgender i suoi temi forti. "è andato bene, nonostante la concorrenza di Bookstock – dice il direttore Giovanni Minerba – Una concomitanza di date che si poteva evitare. Abbiamo presentato due progetti a Torino Capitale del Libro, uno su Garcia Lorca e uno dedicato agli sceneggiatori torinesi, che avrebbero dovuto scrivere un film da realizzare entro il 2007. Parevano entusiasti, ma alla fine non ci hanno risposto".

Il Festival gay si conclude comunque con oltre 7 mila presenze, un dato che eguaglia ‘edizione record del’anno scorso, quella del ventennale. Tra i 700 accreditati, delegati dei festival gay & lesbian di Amburgo, Copenaghen, Marsiglia, Lisbona, Barcellona, Praga e ospiti da mezza Europa. Tra i film passati in questi sette giorni al Nuovo (ma per la prossima edizione si pensa di traslocare al’Ambrosio, per allora si spera rinnovato), molte anteprime in uscita nelle sale: dal musical Rent già sugli schermi al nuovo Ozon Le temps qui reste, che vedremo a giugno, al’ultimo di Neil Jordan, Breakfast on Pluto, che uscirà in Italia con Fandango in data ancora da definire.

Una selezione del Festival sarà a Padova dal 2 al 4 maggio, mentre alcuni titoli del’omaggio a Barbara Hammer saranno riproposti a Bologna nella rassegna Nitrate Bodies.

Non si stupisce Minerba che Torino Pride 2006, in programma a metà giugno, non abbia trovato sponsor: "Anche per noi è difficile. I nostri più generosi sostenitori sono la Cgil, con 1.500 euro, la Film Commission con mille e la Fiat che ci dà due navette. Eppure la Piaggio ha sponsorizzato due edizioni del Festival gay di Barcellona?". Racconta che dalla sede italiana di una nota casa produttrice di vodka, che sostiene abitualmente le manifestazioni gay a San Francisco, è arrivato un imbarazzato silenzio: "Hanno paura di avere grane, siamo in Italia".

Una curiosità, infine. La pittrice che ha suscitato le proteste delle mamme della scuola di danza del Nuovo con i suoi ritratti a tema omosessuale, dopo lo scandalo è diventata famosa. Ha venduto tre dei quadri esposti ed è stata adottata da un mecenate.


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