Arcigay a De Laurentiis, matrimoni gay nessuna forzatura della realtà

  

Evidentemente non è un apostolo di obiettività il consigliere del Cda Rai, Rodolfo De Laurentiis quando dice che la celebrazione del matrimonio gay in una fiction è una forzatura e che un’ipotesi del genere non è contestualizzabile nel nostro orientamento giuridico. E’ vero infatti esattamente il contrario.

Non esiste nessuna forzatura nella rappresentazione di un fenomeno reale in decine di paesi occidentali e nel nostro ordinamento non esiste alcun impedimento al matrimonio tra persone dello stesso sesso, come dice la sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale, che il consigliere deve assolutamente leggere e studiare.
Se quindi, come dice lo stesso De Laurentiis, “una fiction prodotta dal servizio pubblico deve essere una proiezione vera di modelli valoriali e culturali”, ci attendiamo di vedere al più presto la celebrazione di matrimoni gay sui canali della RAI.

Il matrimonio gay infatti, si fonda sull’amore, sul dialogo, sul rispetto, sull’aiuto reciproco, sulla condivisione, sulla parità nei diritti e nei doveri, su di una promessa di fronte alla società tutta e, perché no, anche su aspetti procreativi. E questi sono tutti valori positivi che realizzano il bene comune e che vanno assolutamente promossi dal servizio pubblico.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


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