Arcigay lancia una campagna nazionale di raccolta firme per chiedere al Parlamento italiano di legiferare sui PACS

  

La bella manifestazione di Roma e l’affetto dimostrato dalla popolazione romana mostrano che anche in Italia i tempi sono maturi per rimediare allo scarto col resto d’Europa e approvare anche in Italia una legge sui Patti Civili di Solidarietà.
Arcigay apre da oggi una grande mobilitazione nel paese per una raccolta di firme a supporto della legge sui PACS.

“Già nel ’95 in pochi mesi Arcigay raccolse 150.000 firme a supporto di una legge sulle Unioni Civili. A quel numero oggi si aggiunga quella più ampia fetta di opinione pubblica che oggi condivide le battaglie per il riconoscimento dell’amore gay e lesbico. — è l’appello lanciato dal presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice -. Invitiamo le associazioni, i movimenti, i partiti che condividono quest’impegno di civiltà ad aderire a questa iniziativa e a lavorare con noi per la fine di questa assurda discriminazione.
Sappiamo — prosegue Lo Giudice – di avere di fronte la dura opposizione dei gendarmi dell’integralismo omofobo. AN continua ad ingannare il suo stesso elettorato, presentando l’amore gay come un intollerante attacco alla famiglia tradizionale ( Maria Ida Germontani) e definendolo “una caricatura” ( Storace) o arrivando a paragonare i gay ai cani, come ha fatto oggi Riccardo Pedrizzi.

Stonate e antistoriche suonano anche le dichiarazioni del ministro Buttiglione, che esclude le unioni gay dalla definizione di famiglia in aperto contrasto con quanto affermato dalla Carta di Nizza (e ratificato dal parlamento italiano) all’art.9, laddove si distingue fra il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia. E’ quella la più chiara risposta a chi considera l’articolo 29 della Costituzione italiana come uno scoglio insormontabile per legiferare sulle coppie gay, quasi che il riconoscimento dei diritti della famiglia tradizionale possa avere come conseguenza necessaria la negazione di altri diritti di nuova generazione

Altri settori rilevanti della maggioranza parlamentare — conclude il presidente di Arcigay – preferiscono adottare, come don Abbondio, il sistema che consiste “nello scansar tutti i contrasti”, cedendo alle pressioni vaticane laddove il contrasto non si può scansare. Allevati nella lettura del capolavoro di Manzoni, noi sappiamo che, prima o poi, i nuovi bravi in tonaca o in camicia verde saranno sconfitti e che il nostro amore vincerà sulla codardia della politica e sull’arroganza del potere”.


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