#SoQuelloCheFaccio: campagna di lotta all’HIV 2017

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IO USO CONDOM E LUB

Il condom (preservativo) è il mezzo di prevenzione più “versatile”: nei rapporti penetrativi ha un’alta efficacia nel bloccare la trasmissione di tante infezioni: HIV, epatiti (B e C), sifilide, gonorrea e anche HPV (condilomi) nel caso in cui la parte infettiva sia coperta dal condom. L’uso del lubrificante nei rapporti anali è altrettanto importante per evitare la rottura del condom, ma anche per una penetrazione più agevole. Però ricorda: è importante usarlo SEMPRE almeno nei rapporti anali e vaginali occasionali, o perdi il vantaggio dato dalla sua alta protezione. Se non riesci ad usarlo sempre, valuta altre opzioni alternative o complementari come la PrEP, oppure la TasP se hai un compagno con HIV, e aumenta la frequenza dei controlli che fai. Se ti si rompe il preservativo in un rapporto anale ad alto rischio, vai a chiedere la PEP. Inoltre il condom per sesso orale è anche l’unica difesa che abbiamo quando ci vogliamo difendere da infezioni che possono concretamente essere passate con rapporti orali, come la sifilide e la gonorrea.

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IO FACCIO IL TEST OGNI 6 MESI

Fare il test almeno ogni 6 mesi o anche più spesso (dipende dalla vita sessuale che hai), è sempre e comunque la scelta giusta. Oggi sappiamo che fare il test semplifica la vita in ogni caso, qualsiasi sia il risultato. Se è negativo, si può fare un sospiro di sollievo e continuare a proteggersi scegliendo i mezzi più adatti, se invece risulta positivo confermato, si può iniziare subito la terapia, che ha diversi vantaggi: si blocca e si abbatte la replicazione del virus limitando da subito i danni che può fare a lungo andare, si mantiene o si ripristina il proprio sistema immunitario in un ottimo stato, e nel giro di pochi mesi si diventa di fatto non infettivi nel momento in cui il virus risulta non rilevabile nel nostro sangue. Dunque perché avere paura? E’ comprensibile averne sempre un po’, ma non deve fermarci dal farlo! I test attualmente in circolazione sono di vari tipi, chiedi sempre “di che generazione sono”: quelli di quarta generazione consentono di vedere una eventuale infezioni già ad 1 mese dal rapporto a rischio, mentre con i test di seconda e terza generazione devi far passare 3 mesi.

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IO NON CHIEDO MAI “SEI SANO?”

Talvolta, prima o dopo un rapporto, si chiede “sei sano?”. Ma non c’è domanda meno utile e appropriata. Negli incontri occasionali, soprattutto se non hai l’HIV o presumi di non averla, chiedere all’altro qual è il suo stato di salute (se ha l’HIV o altre IST) e sulla base della risposta decidere quanto e come proteggersi, non ha molto senso. Da una parte perché molte persone con HIV, o con altre IST, non sanno di averle, e quindi ti risponderanno convinte di una situazione che invece non è reale. Dall’altra perché non puoi ragionevolmente aspettarti che le persone che sanno di avere l’HIV te lo dicano, visto l’alto livello di paura e stigmatizzazione, spesso del tutto irrazionale, che le circonda. Non esiste nemmeno un obbligo legale a “dirlo”. Il rischio vero poi con l’HIV lo corri proprio con chi non sa di averlo, perché avrà molto virus nel sangue non essendo in terapia: il picco di infettività è in assoluto più alto nei primi due mesi dall’infezione, quando è pure probabile che ancora non abbia fatto un test. Al contrario, la persona con HIV regolarmente in terapia e con carica virale non rilevabile da almeno sei mesi, non solo probabilmente sta benissimo, ma non trasmette nemmeno il virus: e quindi cosa dovrebbe dirti? In sintesi: proteggiti e basta!

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 IO USO LA PrEP

Se hai difficoltà, per mille ragioni, ad usare costantemente il preservativo nei rapporti anali, potresti cominciare ad informarti sulla possibilità di prendere la PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) come strategia complementare o alternativa di prevenzione dell’HIV. La PrEP è un farmaco (nome commerciale originale “Truvada”, componenti “tenofovir DF” ed “emtricitabina”) che impedisce la replicazione del virus HIV quando ne vieni a contatto e può avere un’efficacia altissima intorno al 99% se usato perfettamente secondo prescrizione. Per essere efficace va preso costantemente ogni giorno, o con una posologia di 4 pillole “al bisogno” (2 pillole nelle 24 ore prima del rapporto a rischio e altre 2 rispettivamente 24 e 48 ore circa dopo la prima dose): il principio è che deve esserci sufficiente farmaco nel sangue affinché sia efficace. Devi sapere però alcune cose. Innanzitutto che la PrEP non protegge da altre IST, ma solo dall’HIV, e quindi considera a quel punto di fare anche controlli periodici per altre IST se la usi perché non fai uso del condom. Inoltre, prima di usarla dovresti fare alcune analisi, e sicuramente il test per l’HIV, perché se cominci la PrEP e hai già l’HIV il tuo virus diventerebbe resistente a quel farmaco, e si tratta di un farmaco importante nella cura dell’HIV (non è il solo, ma è importante). Infine la PrEP ha bisogno di una prescrizione medica da parte di un infettivologo. Fino a che non sarà totalmente o parzialmente rimborsabile da parte dello Stato, si può acquistare in farmacia presentando ricetta medica fatta da un medico infettivologo e pagandolo di persona. Il prezzo di Truvada originale è di oltre 700 euro a confezione, ma ora sono disponibili versioni generiche al prezzo di circa 115 euro (30 pillole): quella che attualmente si trova è della DOC (codice farmaco: 044113013). Per altre info sulla PrEP puoi andare su www.prepinfo.it.

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 NOI USIAMO LA TasP

Le persone con HIV che seguono costantemente una terapia efficace e che hanno “carica virale non rilevabile” (ovvero completa non rilevabilità o meno di 200 copie) non trasmettono il virus. E’ il principio della TasP (in inglese “Treatment as Prevention“, in italiano Terapia come Prevenzione). Questo si dice ormai dal 2008 e sono stati fatti ormai diversi studi a conferma. Anche il CDC di Atlanta è recentemente uscito con questa posizione. La carica virale (o “viremia”) è la quantità di virus HIV che una persona con HIV ha nel sangue. Ogni 4 o 6 mesi, normalmente, una persona con HIV fa controlli non solo per assicurarsi che il suo sistema immunitario migliori o sia stabile, ma anche per “contare” questa quantità di virus, che si conta in “copie”. “Non rilevabile” (in inglese “undetectable“) significa che c’è talmente poco virus nel sangue che gli strumenti utilizzati per quantificarlo non riescono nemmeno a contarne le copie, ma la strategia è efficace anche quando si riescono a contare ma sono meno di 200. Solitamente chi assume la terapia correttamente è “non rilevabile” stabilmente dopo pochi mesi dall’inizio della terapia o può avere leggere fluttuazioni di rilevabilità al di sotto delle 200 copie. Chi ha un partner con HIV che prende la terapia correttamente ed è quindi “non rilevabile” può usare la TasP come strategia complementare o alternativa al condom, sapendo ovviamente che anche in questo caso non c’è nessuna protezione rispetto alle altre IST se non si usa il condom.

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 IO NON HO PAURA

Oggi gli strumenti per gestire il rischio e prevenire l’HIV sono tanti: condom e lubrificante, PrEP, TasP, PEP. Reagire con paure irrazionali e con la fuga e il rifiuto quando si incontra una persona che ci dice di avere l’HIV, o di cui sappiamo che ha l’HIV, fa male allo sforzo collettivo che tutti facciamo per la prevenzione, fa male alla persona con HIV e potremmo pure aver perso l’occasione di trovare invece proprio la persona giusta. Per il sesso o per la vita. Inoltre, crea quel clima per cui una persona con HIV sente di dover nascondere il proprio status sierologico con le persone che incontra. Se per qualsiasi ragione una persona con HIV non è in terapia e quindi ha carica virale rilevabile o superiore a 200 copie, potete usare preservativo e lubrificante, e nel caso sfortunato in cui si dovesse rompere nel sesso anale, potete andare a chiedere la PEP per la persona che non ha l’HIV. Se invece è in terapia con carica virale non rilevabile, non trasmette il virus e potete fare le valutazioni che ritenete su quanto e come proteggervi con il condom, per l’HIV o le altre IST. In ogni caso, avere un atteggiamento razionale, aperto e informato sul tema HIV rassicurerà anche la persona con HIV che inizialmente potrebbe non dirvelo, ma poi di fronte al vostro atteggiamento potrebbe anche decidere di dirlo. L’unica cosa di cui nessuno di noi ha bisogno è vivere nella paura!

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 IO CHIEDO LA PEP

La PEP (Profilassi Post-Esposizione) è una terapia che la persona che ritiene di avere appena corso un alto rischio può chiedere alle strutture sanitarie. Si basa sulla somministrazione degli stessi farmaci che normalmente vengono assunti da chi ha l’HIV. Subito dopo il rischio, devi cominciare ad assumere la PEP e continuare per un mese: poiché il farmaco funziona nella misura in cui interferisce con la replicazione del virus appena entrato nel sangue (se è entrato), è importante che tu cominci subito, entro le 4 ore per avere la massima efficacia, e comunque meglio se non oltre le 48 ore. Prima vai meglio è. Se ti si rompe il preservativo durante un rapporto anale, per esempio, puoi chiedere la PEP nei servizi che hanno normalmente in trattamento persone che vivono con HIV (reparti di malattie infettive, servizi di screening HIV che fanno anche “presa in carico”), oppure al pronto soccorso. Se l’evento potenzialmente infettivo avviene di notte, è probabile ti rimanga solo il pronto soccorso come scelta. La PEP è raccomandata per alto rischio nelle seguenti condizioni: eiaculazione interna (anale, orale – pompino – o vaginale) da parte di partner HIVpositivo non in terapia e con carica virale rilevabile o di cui non si conosce lo status sierologico, ma con storia o patologia che fa pensare a rischio recente; rapporto anale o vaginale insertivo (averlo messo) o ricettivo (averlo preso) non protetto (anche ad esempio perché si è rotto il condom), con partner HIVpositivo non in terapia. Considera comunque che è una terapia completa a tutti gli effetti con tutti i suoi possibili effetti collaterali a breve termine: non è la pillola del giorno dopo.

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 NOI STIAMO INSIEME E FACCIAMO SEMPRE IL TEST

Fare il test HIV regolarmente è un’abitudine che conviene sempre mantenere anche quando si è in coppia, soprattutto se si è deciso di smettere di usare il preservativo nella coppia. Se all’inizio entrambi non avete l’HIV e usate dei mezzi di prevenzione (condom e lub o PrEP), potete fare il test per decidere se e da quale momento smettere di usarli in base agli accordi che riterrete sul modello di coppia che vi è più consono, chiusa o aperta, classica o poliamorosa, ecc… L’arcobaleno degli amori nella nostra comunità è molto vario, ma qualunque sia la vostra preferenza di modello di coppia, continuate a mantenere l’abitudine di fare il test HIV almeno una volta all’anno! Allo stesso modo, se siete una coppia siero-discordante (uno ha l’HIV e l’altro no) e usate la TasP, il test per la persona senza HIV è ancora più opportuno per monitorare la situazione ed essere sicuri che tutto stia andando bene: in quel caso, ovviamente, i controlli sulla viremia del partner con HIV sono la parte più importante e potreste anche valutare se farli più frequentemente per rassicurare entrambi (ad esempio ogni 4 mesi anziché, come da prassi sempre più in voga, ogni 6 mesi). In ogni caso, sia che entrambi non abbiate l’HIV, sia che lo abbia solo uno di voi, il test regolare annuale da fare da soli o insieme è una buona abitudine da mantenere come atto d’amore verso voi stessi, come singoli e come coppia!

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IO MI VACCINO E FACCIO I CONTROLLI PER LE IST

Per le IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) diverse dall’HIV ci sono altre cose che puoi fare, oltre ad usare il condom. Ad esempio puoi vaccinarti per alcune di loro. Puoi vaccinarti gratuitamente (se dichiari di essere gay o di fare sesso con uomini) per epatite A (HAV) e B (HBV). A seconda delle regioni, puoi vaccinarti a prezzi variabili per l’HPV, cioè il papillomavirus responsabile di condilomi e/o cancro: ci sono tanti tipi di HPV e c’è un vaccino nonavalente (efficace su 9 tipi) che protegge dalla maggior parte dei tipi responsabili di condilomi o cancro. Considera che l’HPV circola molto facilmente e quindi il vaccino, per una maggiore efficacia, è consigliato soprattutto ai più giovani che con maggiore probabilità non l’hanno ancora contratto. Tuttavia, potresti comunque considerare di farlo anche nel caso ipotetico in cui tu avessi già contratto l’HPV negli anni: magari hai contratto alcuni tipi, ma non ne hai contratto altri da cui saresti invece protetto col vaccino. E poi ci sono i controlli periodici che puoi fare per le altre IST. Per l’Epatite C (HCV) puoi fare il test sopratutto se hai rapporti anali non protetti da condom o fai pratiche un po’ più hard (fisting ad esempio). Oggi c’è una cura definitiva che eradica il virus, anche se molto costosa per lo Stato e quindi l’accesso non è immediato. Anche per la sifilide puoi fare il test ed è opportuno perché si può trasmettere anche con i rapporti orali non protetti (sia quando fai un “pompino”, sia quando lo ricevi). Lo stesso per gonorrea e clamidia, i cui controlli cambiano in base alla possibile localizzazione dei batteri: si fa il test delle urine nel caso in cui i batteri fossero nel tratto urinario, o il tampone nei caso in cui fossero in gola o nell’ano.

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La prevenzione combinata e il programma Sexperts di Arcigay

 

La prevenzione combinata è un approccio che mette insieme vari strumenti di prevenzione. Parlarne e informarsi prima di tutto. Ma poi anche il preservativo o le strategie di prevenzione farmacologica (PrEP, TasP, PEP). E soprattutto: test HIV!

 

 

Sexperts è un programma di Arcigay per la formazione e costruzione sul territorio di gruppi di peer-educators specializzati in ambito prevenzione e lotta all’HIV.

 

 

Grazie a:

  • i volontari e attivisti di Arcigay Roma e di Arcigay Vicenza per la disponibilità;
  • Martina Pullin per lo shooting fotografico professionale.

Scarica qui i file della campagna! (in un unico archivio compresso)