L’unione non cancelli gay e lesbiche dal programma

  
Pride Milano 2005

Pride Milano 2005

“L’Unione non cancelli gay e lesbiche dal programma elettorale. Sarebbe una Unione ben poco europea”. E’ ferma la risposta che Arcigay, tramite il suo presidente nazionale Sergio Lo Giudice, manda al tavolo ristretto che in questi giorni sta limando la versione sintetica del programma dell’Unione. In quella sede infatti la Margherita è tornata a chiedere la cancellazione di qualsiasi riferimento all’orientamento sessuale dal paragrafo dedicato all’impegno per una legge sulle Unioni civili.

“Togliere l’unico riferimento all’orientamento sessuale dal programma dell’Unione — prosegue Lo Giudice – sarebbe un gesto grave, non giustificabile e soprattutto incomprensibile. L’invisibilità è da sempre la ricetta con cui l’Italia ha gestito la questione omosessuale. L’Unione si assumerebbe una grossa responsabilità a perpetuare questa rimozione. Gay e lesbiche esistono, sono disponibili a votare in larga parte per la coalizione di centrosinistra e non vanno nascosti come parenti poveri. Se così non sarà ne trarremo ogni conseguenza."

“Solo pochi giorni fa il Parlamento europeo ha approvato, col voto oltre che della Sinistra, anche del Ppe e dei Liberali, la risoluzione che chiede di porre fine alle discriminazioni contro le coppie gay. In Italia, invece, la Margherita, che si presenta come una partito democratico e liberale, continua a negare riconoscibilità sociale alle persone gay e lesbiche. Questo non è degno di una grande democrazia europea qual è l’Italia”.


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