Sicilia “bedda”

  

Il giorno della nascita del 4° Comitato Provinciale Arcigay siciliano (dopo Catania, Palermo e Messina, è la volta di Siracusa), pubblichiamo un tributo di Riccardo Di Salvo, componente del direttivo di Arcigay Catania, alla sua regione.

…E viene in mente il sole solo a pronunciarne il nome.
Leggende, miti e racconti popolari supra a terra saracina spaziano fin dagli albori della civiltà lasciando il lettore affascinato e in un mare di sogno indicibile.
A quanto pare, secondo un ignoto poeta popolare, Dio avrebbe fatto al mondo un dono: la Sicilia. Narra la leggenda che l’isola sia la metamorfosi di un diamante che l’ Onnipotente abbia collocato in mezzo al Mediterraneo per la felicità del genere umano.

La chiamaru “Sicilia” li genti,
ma di l’Eternu Patri è lu diamanti

Trinacria, terra dalle tre punte, nata dalla danza di tre meravigliose ninfe che, dopo aver vagato per i mari, si fermarono nel Mediterraneo per dare vita alla splendida terra. E di leggende se ne potrebbero ancora annoverare, ma tanto basta per rendere palese la luce che questa perla del Mediterraneo emana “ pi cielu e terra”.
Madre di un popolo fiero che, attraverso l’avvicendarsi di continue dominazione, ha saputo mantenere una delle cose più belle che l’uomo possa trasmettere: il sorriso, al contrario delle stereotipate immagini e soliti clichè dipinti dai mass-media, dalle pubblicità o da certe produzioni cinematografiche che hanno reso caricaturale il siciliano ignorando volutamente che esistono fasce sociali completamente diverse da quelle mostrate, che ricoprono cariche e ruoli di primo piano in qualsiasi parte del mondo. E di questo sorriso noi siciliani ne siamo orgogliosi, perché invitante, accattivante, disposto sempre ad accogliere gli altri.
Non freddi. Semplicemente mediterranei.
Snobbati, spesso derisi e ridicolizzati da quella parte del Nord industrializzato avvolto ancora nelle nebbie, noi irradiamo calore. Siamo sinceri.
Certo nel passato forse ci è mancato il coraggio, angosciati e degradati dalla schiavitù costante. Abbiamo subito in silenzio angherie e soprusi, senza che nessun venisse in nostro aiuto e se qualcuno lo ha fatto, di sicuro il suo offrirsi è stato per sfruttare le bellezze e la posizione geografica invidiabile e strategica della nostra terra.
In una Sicilia gattopardiana nessuno sperava in un cambiamento così coraggioso. E di coraggio oggi ne abbiamo avuto tanto. Lo ravviso in tanti gay siciliani che, sfidando retaggi e ipocriti sorrisi, hanno costruito la loro vera identità rendendo l’isola un punto di riferimento e di forza per il mondo omosessuale.

Non mi riferisco di certo alle fatue pupattole firmatissime e lustrate del sabato sera, pronte a criticare, spettegolare, con la puzza sotto il naso che, ahimè, purtroppo proviene solo dall’ ignoranza che non ha patria, né a chi, ai vertici della politica, riempie solo le proprie tasche. Mi riferisco a quelli che lottano in modo serio e a viso aperto senza estremismi, a tutte le comunità organizzate dell’isola, dall’Arcigay al Pegaso, dall’Agedo a Liff-Gay Left, al singolo individuo che stanno cercando di cambiare il volto alla terra “della lupara e degli scialli neri”, nella consapevolezza che solo uniti si può essere più forti fermi restando nella propria diversità di opinioni.

L’eco degli “ziti di Giarre” è ormai lontano, anche se non del tutto scomparso. Questo orribile fatto di cronaca, spunto per il romanzo “Per non dimenticare mai” (edito da Aletti) è stato un ottimo pretesto per la nascita di importanti associazioni come l’Arcigay.

“L’arretrata Sicilia” si è rinnovata anche nel look: niente più palesi effeminatezze, né esibizioni clamorose, al loro posto uomini comuni che con orgoglio e dignità, hanno fatto scelte diverse. Una scelta di normalità pur nella “diversità”, consapevoli della necessità di far riconoscere i propri diritti, nelle sedi opportune evitando frastuoni effimeri e privi di alcun risultato.

Anche l’approccio si è evoluto con i tempi: non solo clandestinità, luoghi bui ma, al passo con il progresso, incontri multimediali, chat, forum su internet.

Fin qui un excursus di una Sicilia che ha fatto grandi balzi avanti su tutti i fronti e, in quello più specifico dell’accettazione dell’omosessualità, con l’apertura di locali, pub, disco, cruising, saune che vivificano l’ambiente e aiutano i reticenti a spingersi un po’oltre, senza che questi luoghi siano ghetti, perchè ogni categoria umana ha il suo luogo d’incontro, di aggregazione, di divertimento. Luoghi di svago e di relax di cui scriverò in seguito, fermo restando che la Sicilia è nota a tutto il mondo per la straordinaria bellezza dei suoi panorami mozzafiato, dei profumi intensi, dei colori accesi, di morbide spiagge, di bronzi di Riace redivivi distesi al fuoco del sole da me Sicilia bedda.

Riccardo Di Salvo
componente del consiglio direttivo del comitato provinciale Arcigay Catania
www.riccardodisalvo.it


Convocazione Congresso fondativo
Comitato Provinciale Arcigay Siracusa

Sabato 28 ottobre 2006
presso il Grand Hotel ore 10.45

Congresso Fondativo di Arcigay Siracusa

intervengono

Paolo Patanè – Responsabile territoriale Arcigay per la Sicilia
Agata Ruscica – Presidente del Congresso e Responsabile Regionale Gay Left
Antonio Rotelli – Rappresentante Segreteria Nazionale Arcigay
Vanni Piccolo – Presidente Assemblea Nazionale di Gay Left
Frank Riela – Presidente del Comitato Promotore Arcigay Siracusa


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